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	<title>{Pillo ricorda}</title>
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	<description>Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro, attutendo il frastuono delle voci, delle armi, degli eserciti, il riso, le grida (Q)</description>
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		<title>Cortesia e Coraggio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immaginare]]></category>

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		<description><![CDATA[« Le donne, i cavalier, l&#8217;arme, gli amori, le cortesie, l&#8217;audaci imprese io canto [..] » (Incipit, Orlando Furioso) C&#8217;era una volta un cavaliere di nome Ulrico Bellachioma che vagava senza meta per terre lontane alla ricerca di gloria e onore. Egli girava a caso compiendo qui e là gesta di cortesia anche non richieste, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=121&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_149" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/cortesiacoraggiotimfrost.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-149" title="cortesiacoraggioTimFrost" src="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/cortesiacoraggiotimfrost.jpg?w=150&#038;h=150" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">by Tim Frost</p></div>
<p><span style="font-style:normal;font-size:125%;"><strong>«</strong></span> <span style="font-family:sans-serif;">Le donne, i cavalier, l&#8217;arme, gli amori,<br />
le cortesie, l&#8217;audaci imprese io canto [..]</span> <span style="font-size:125%;"><strong>» </strong></span><em>(Incipit, Orlando Furioso</em>)</p>
<p><span id="more-121"></span>C&#8217;era una volta un cavaliere di nome Ulrico Bellachioma che vagava senza meta per terre lontane alla ricerca di gloria e onore. Egli girava a caso compiendo qui e là gesta di cortesia anche non richieste, e questo spesso gli procurava grandi problemi. Dopo grande vagare alfin giunse nelle terre dell&#8217;Arciduca di Capicchiu. Colà apprese dagli abitanti del loco che l&#8217;Arciduca presto sarebbe partito per grandi imprese e voleva affidare le sue terre a persona fidata e di valore. Insieme alle sue terre egli avrebbe anche dato in affido il favoloso concubinato di cui tanto si sentiva parlare. L&#8217;Arciduca infatti amava attorniarsi di decinaia di donne, e tutte parevan contente e soddisfatte.<br />
La persona prescelta avrebbe avuto il compito di sostituirlo in ogni cosa compreso il difendere tutte le proprietà dal suo acerrimo nemico, Simonigio conte di Pertugio.<br />
Ma tre grandi prove il prescelto avrebbe dovuto superare per esser degno di tale compito.<br />
Saputo ciò, Ulrico Bellachioma, cavaliere coraggioso, bramoso di impegnarsi in grandi prove, tosto si presentò al castello dell&#8217;Arciduca.<br />
Li lo accolse la Magaregina consigliera dell&#8217;Arciduca e gran fattucchiera, che gli espose le prove che l&#8217;avrebbero atteso.<br />
&#8220;Tre son le sfide&#8221; disse la Magaregina &#8220;che proveranno il tuo valore d&#8217;uomo, se le supererai i possedimenti in affido otterrai, fino al ritorno dell&#8217;Arciduca&#8221;<br />
&#8220;Pronto sono, esponi dunque&#8221;</p>
<p>La prima prova consisteva nel salvar una pulzella tenuta prigioniera da un drago in una cava.<br />
&#8220;Classico!&#8221; disse Ulrico e partì deciso in groppa al suo ronzino. Galoppò per un giorno e una notte senza sosta e quando giunse nel luogo indicato, si impegnò nella lotta.<br />
Uccise il drago, salvò la pulzella e di lì a un giorno e una notte tornò al castello dell&#8217;Arciduca.<br />
La Magaregina accertate le condizioni della pulzella, andò dall&#8217;Arciduca.<br />
&#8220;Il cavaliere ha sconfitto il drago e salvato la pulzella, mio signore&#8221; riferì la Magaregina<br />
&#8220;Bene!&#8221; esclamò l&#8217;Arciduca &#8220;e la pulzella?&#8221;<br />
&#8220;Inviolata!&#8221; disse rassegnata Magaregina<br />
&#8220;Poffarre! Ma han ben trascorso, sulla strada del ritorno, una notte assieme, nevvero?&#8221;<br />
&#8220;Sicuramente! Ma virgine di ambo i pertugi l&#8217;avevamo lasciata al drago e virgine è tornata!&#8221;<br />
&#8220;Cortese assai &#8216;sto cavaliere!&#8221; boffonchiò pensieroso l&#8217;Arciduca.</p>
<p>Il giorno dopo la Magaregina espose al cortese cavaliere la seconda prova.<br />
&#8220;Nel bosco qui vicino abitano magiche creature, una di queste è il mitico Capriolo Errante&#8221;<br />
&#8220;Egli vive nel bosco e atterrisce i passanti transitando improvviso sui sentieri, è veloce e agile e nessuno finora è riuscito a catturarlo&#8221;<br />
&#8220;Questa è una sfida che proverà le tue doti di rapidità e agilità&#8221;<br />
&#8220;Catturalo con questo laccio di canapa, e poi fatto ciò fai una capriola, sarà il segnale che hai concluso la prova&#8221;<br />
Ulrico Bellachioma, cavaliere astuto, lesto partì per il bosco.<br />
Tutto un giorno attesero, la Magaregina e l&#8217;Arciduca, aspettando il ritorno del cavaliere vittorioso.<br />
In sua vece tornò il Capriolo Errante ornato del laccio di canapa.<br />
&#8220;Che ci fai tu qua?&#8221; chiese stupita la Magaregina al capriolo.<br />
&#8220;Il cavalier che mi mandaste, lesto riuscì a catturarmi col laccio di canapa&#8221; disse triste il Capriolo Errante che era magico e poteva parlare.<br />
&#8220;E dov&#8217;è ora il cavaliere?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; giù d&#8217;abbasso nella corte con due finte cornina da capriolo in testa, egli è carponi che bruca e bela. Mi ha anche mostrato il didietro con ammiccamenti da femmina calorosa. Se è tutto io tornerei nel bosco a riposarmi, ho avuto una giornataccia deprimente&#8221;. E se ne andò mesto.<br />
La Magaregina e l&#8217;Arciduca guardarono stupiti dalla finestra mentre il cavaliere pascolava felice.<br />
&#8220;Ma che burlone questo cavaliere, supera la prova ma falla nel finale&#8221; disse dubbioso l&#8217;Arciduca<br />
&#8220;Eppur è stato capace di catturare il capriolo che mai nessuno aveva catturato, non ci resta che saggiare il suo valore con la terza prova!&#8221; disse sospirando la Magaregina.</p>
<p>Da diverso tempo l&#8217;Orco Bifallo, creatura malvagia e sessualmente mutata, insidiava con mille sotterfugi il concubinato dell&#8217;Arciduca di Capicchiu. E proprio in quei giorni era riuscito a rapire due delle dame concubine, Geppa Mangiacastagna e Tota Verace.<br />
L&#8217;Orco Bifallo le teneva imprigionate in una cella della sua magione in attesa della luna piena quando, con rito demoniaco avrebbe atteso il risveglio del suo organo bifalluto e le avrebbe fatte doppiamente sue.<br />
&#8220;La grande prova che ti attende&#8221; spiegò la Magaregina al cavaliere &#8220;consiste nel liberare le belle dame dell&#8217;Arciduca, niente di più ti chiediamo&#8221;<br />
&#8220;Ma bada bene&#8221; continuò la Magaregina &#8220;la cella nella quale sono rinchiuse è serrata con una spessa corda di crine di unicorno e il suo nodo lo sa sciogliere solo l&#8217;Orco Bifallo. Tagliarlo con una lama speciale ti conviene&#8221;<br />
&#8220;Vai dallo spadaro del villaggio e scegli bene la tua arma tra quelle esposte, solo una giusta scelta ti consentirà l&#8217;ottimo taglio del nodo&#8221;<br />
Ulrico Bellachioma, cavaliere risoluto, si recò deciso dall&#8217;armaiolo suggerito e lì cominciò la ricerca dell&#8217;arma perfetta tra le tante esposte.<br />
Passò tutta la giornata, saggiando cento e più lame su legni e cordame vario; tagliava e fendeva come un forsennato per scoprir l&#8217;arma perfetta.<br />
Ma venne notte e ancora il cavaliere scrupoloso non aveva scelto.<br />
E con la notte apparve la luna piena.</p>
<p>Nella cella della magione dell&#8217;Orco Bifallo, le due dame speranzose di esser salvate attendevano con ansia e paura crescente.<br />
&#8220;Non giunge ancor nessuno&#8221; sospirando disse Geppa Mangiacastagna<br />
&#8220;E l&#8217;Orco Bifallo già si starà preparando alla luce della luna&#8221; disperando continuò Tota Verace<br />
&#8220;Qui bisogna por rimedio al problema, d&#8217;esser presa doppiamente dal bifalluto mostro proprio non mi va!&#8221; esclamò risoluta la Geppa<br />
&#8220;E&#8217; vero, abbisogna cogitare un piano di fuga, se non vogliamo essere violate in malo modo! E forse un&#8217;idea briccona mi sovviene!&#8221;<br />
&#8220;L&#8217;Orco Bifalluto è amante dei pertugi, nevvero?&#8221; esplicò la Tota &#8220;Io mi offro come esca e tu ti nascondi là nell&#8217;angolo e da dietro lo cogli di sorpresa colpendolo, e poi fuggiamo via!&#8221;<br />
&#8220;Ma come farai ad attirarlo e io a prenderlo di sorpresa?&#8221; gli fece subito la Geppa<br />
&#8220;Vedrai!&#8221; disse risoluta Tota Verace.</p>
<p>L&#8217;Orco Bifalluto era nel frattempo in preparativi per il suo rito alla luce della luna piena e dopo aver bevuto un chinotto e mangiato una frittata di uova di tucano, era ormai in attesa del prodigioso fenomeno di doppio inturgidimento.<br />
Ma proprio in quel momento da dentro la magione lo chiamò la vocina di una delle dame.<br />
&#8220;Orco orchetto dal bifallo perfetto, una sorpresa potrebbe accoglierti qui nel mio letto!&#8221; cantava carezzevole la voce della Tota Verace<br />
&#8220;Tu che dei due pertugi ne hai grande diletto, sappi che con me ne trovi un terzetto!&#8221; concluse risoluta con piglio di sfida.<br />
L&#8217;Orco Bifallo che dei pertugi ne aveva fatto un culto, tanto che tutte le creature temevano le sue voglie infinite, a quell&#8217;affermazione così canticchiata spudoratamente non seppe resistere.<br />
Una mitica creatura dai tre pertugi! Mirabile visione, esperienza unica! E così pensando, gridò con voce ansimante &#8220;Se così è, presto la devo prendere!&#8221; e inebriato si lanciò verso la cella.<br />
Sciolse il nodo che solo lui sapeva sciogliere e si precipitò verso la Tota Verace che lì lo attendeva in fondo alla cella, ma ubriaco di voglia non s&#8217;avvide del gran sasso che alle spalle Geppa Mangiacastagna gli calò sul capo.<br />
Le due riuscirono a scappare e a raggiungere il castello dall&#8217;Arciduca che le accolse lui medesimo colmo di gioia.</p>
<p>&#8220;Oh mie belle, mie splendide dame che tornano all&#8217;ovile! Grati dobbiamo essere al prode cavaliere che vi liberò&#8221; esclamò l&#8217;Arciduca<br />
&#8220;Nessun cavaliere ci salvò mio signore!&#8221; disse la Tota<br />
&#8220;Con le nostre sole forze ci traemmo dall&#8217;impiccio!&#8221; le fece eco la Geppa<br />
&#8220;Bisogna festeggiare! Le mie dame sono belle e perdippiù furbe! Voi stesse avete superato l&#8217;ultima e più grande prova e degne siete d&#8217;essere le custodi del mio regno.&#8221;<br />
E fu così che Geppa Mangiacastagna e Tota Verace per timore del peloso bifallo, ottennero la gloria e un regno in custodia.<br />
E non solo. Aiutarono vieppiù le concubine del feroce Simonigio del Pertugio a liberarsi dal giogo che le teneva schiave, e al grido di battaglia &#8220;Tana libera per tutte!&#8221;  fondarono un piccolo regno dove tutti e tutte erano i benvenuti, compresi Simonigio e l&#8217;Orco Bifallo, in piena libertà sessuale.<br />
Ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
E il cavaliere Ulrico Bellachioma?<br />
Egli restò ancora dall&#8217;armaiolo del paese una settimana e più, provando ancora mille lame e discorrendo amabilmente su tagli e tecniche di battaglia, con gran sbadigli di tutti quanti quelli che li ascoltavano.<br />
Ma la pulzella che Ulrico aveva salvato dal drago, stanca di aspettare e sbadigliare, un giorno lo rapì e lo fece suo.<br />
E tutti vissero felici e gaudenti.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">Il <strong>romanzo cortese</strong> è un <a title="Genere letterario" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genere_letterario">genere letterario</a> fiorito in <a title="Europa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> (a partire dalla <a title="Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>) dalla seconda metà del <a class="mw-redirect" title="Secolo XII" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secolo_XII">secolo XII</a> al <a title="XIV secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV</a>. L&#8217;aggettivo &#8220;cortese&#8221; rimanda all&#8217;ambiente delle <a title="Corti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corti">corti</a> della <a class="new" title="Francia settentrionale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Francia_settentrionale&amp;action=edit&amp;redlink=1">Francia settentrionale</a> nelle quali il <a title="Romanzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo">romanzo</a> nacque e si diffuse. I romanzi danno largo spazio a vicende d&#8217;amore e di magia, più che ai valori <a class="mw-redirect" title="Epici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epici">epici</a> e religiosi tipici della <a class="mw-redirect" title="Chanson de geste" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chanson_de_geste">chanson de geste</a>. I contenuti si collegano prevalentemente al <a class="mw-redirect" title="Ciclo bretone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_bretone">ciclo bretone</a> o <a class="mw-redirect" title="Ciclo arturiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_arturiano">ciclo arturiano</a> o della <a title="Tavola Rotonda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_Rotonda">Tavola Rotonda</a>. Oltre all&#8217;amore, interpretato secondo la concezione che viene definita appunto dell&#8217;<em><a title="Amor cortese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amor_cortese">amor cortese</a></em>, emergono i valori tipici della società <a title="Cavalleria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalleria">cavalleresca</a>, ovvero il desiderio d&#8217;avventura, l&#8217;esaltazione del valore individuale, l&#8217;idealizzazione del personaggio nobile contrapposto al &#8220;<a class="new" title="Villano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Villano&amp;action=edit&amp;redlink=1">villano</a>&#8220;</div>
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		<title>Ricetta di famiglia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera cuciniamo le lasagne. E&#8217; un piatto tipico italiano e la versione che ci accingiamo a preparare è quella più semplice che prevede quattro ingredienti principali: la pasta per lasagne, la carne per il ragù, la besciamella, il parmigiano. Tutti questi ingredienti devono essere trattati a parte per essere poi posti in congruo numero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=134&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_143" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/ricettafamigliaderrick-chow3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-143" title="ricettafamigliaDerrick Chow" src="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/ricettafamigliaderrick-chow3.jpg?w=150&#038;h=130" alt="" width="150" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">by Derrick Chow</p></div>
<p>Questa sera cuciniamo le lasagne. E&#8217; un piatto tipico italiano e la versione che ci accingiamo a preparare è quella più semplice che prevede quattro ingredienti principali: la pasta per lasagne, la carne per il ragù, la besciamella, il parmigiano.</p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<p>Tutti questi ingredienti devono essere trattati a parte per essere poi posti in congruo numero a strati alternati: pasta, ragù, besciamella, parmigiano, e così via. Ovviamente ci sono molte versioni della ricetta, ogni famiglia ha la sua ricetta, ma la sostanza è questa: diversi strati alternati.<br />
Fondamentale per un ottimo risultato è soprattutto l&#8217;armonia tra i sapori.<br />
&#8220;Papà?&#8221; primo strato<br />
&#8220;Si? Dimmi&#8221; secondo strato<br />
&#8220;E&#8217; arrivata la bolletta del gas&#8221; terzo strato<br />
&#8220;Baba babe be ba!&#8221; quarto strato.<br />
Ad libitum.<br />
&#8220;Mangiamo il formaggio stasera?&#8221;<br />
&#8220;Si, ci sono le lasagne, ma possiamo anche mangiare il formaggio&#8221;<br />
&#8220;La metto qui vicino al telefono&#8221;<br />
&#8220;Si ok&#8221;<br />
&#8220;Gu ba ba ba gheee&#8221;<br />
&#8220;Ti ricordi poi?&#8221;<br />
&#8220;Ma io voglio il formaggio&#8221;<br />
&#8220;Certo mangiamo anche quello, fammi però finire di apparecchiare&#8221;<br />
&#8220;Ricordati eh? Domani mattina&#8221;<br />
&#8220;Si. Che cosa?&#8221;<br />
&#8220;Ababa baba babababa!&#8221;<br />
&#8220;La bolletta!&#8221;<br />
&#8220;Allora mangiamo il formaggio stasera?&#8221;<br />
&#8220;Si&#8221;<br />
&#8220;Ha telefonato tua zia&#8221;<br />
&#8220;Ah come sta? Cosa voleva?&#8221;<br />
&#8220;Il formaggio!&#8221;<br />
&#8220;Aggio aggio!&#8221;<br />
&#8220;Si adesso ti do il formaggio. Stava bene e mi ha detto che&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma papà! Questo non è il formaggio che mangiamo sempre. Perchè questo?&#8221;<br />
&#8220;Nghè nbè bababa&#8221;<br />
&#8220;Cos&#8217;è che ha detto? Dai ferma su, ecco la pappa che arriva&#8230;. aaaaaaM&#8221;<br />
&#8220;Papà papà papà mangiamo il formaggio stasera?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; andata a vedere in quel negozio che dicevi tu&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Papà il mio piatto, quello con le faccine!&#8221;<br />
&#8220;Che negozio? aaaaaaammm&#8221;<br />
&#8220;Quello con le faccine è da lavare, questo con gli orsetti&#8230; il negozio dell&#8217;angolo dove&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ma no papà gli orsetti poi mi mangiano il formaggio! Papà. Mangiamo il formaggio stasera?&#8221;<br />
&#8220;Si.&#8221;<br />
&#8220;Si cosa?&#8221;<br />
&#8220;Mbedebede!&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; finita la pappa! Ne vuoi ancora?&#8221;<br />
&#8220;Ababababa!!!!!&#8221;<br />
&#8220;&#8230; hai comprato il maglione viola&#8230;&#8221;</p>
<p>Dopo aver composto tutti gli strati in una teglia, si ripassa in forno caldo per amalgamare i sapori.</p>
<p>DRIIIIIIIN<br />
&#8220;No grazie&#8230;. no&#8230; non ci serve&#8230;.&#8221;<br />
&#8220;Papà. Mi dai la forchetta rossa?&#8221;<br />
&#8220;DA DA DA DA&#8221;<br />
&#8220;Ma perchè non va bene questa?&#8221;<br />
&#8220;&#8230;no davvero non ci serve&#8230; grazie&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Voglio anche il formaggio&#8221;<br />
&#8220;Si dice per&#8230; per&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Grazie comunque. Buonasera&#8221;<br />
&#8220;&#8230; per mangiarlo!!!!&#8221;<br />
&#8220;Dai su, mangia le lasagne&#8221;<br />
&#8220;E il formaggio?&#8221;<br />
&#8220;Cara&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Si amore?&#8221;<br />
&#8220;Posso diventare tutto verde e gigantesco e spaccare tutto?&#8221;<br />
&#8220;Ma no dai, che poi dobbiamo mettere tutto a posto, dopo ti faccio un massaggino eh? Lo vuoi?&#8221;<br />
&#8220;Gu&#8221;</p>
<p>Le lasagne si servono calde, tagliate a fette grandi e si possono accompagnare indifferentemente sia con un vino bianco fermo oppure con un rosso vivace.</p>
<p>&#8220;Papà voglio l&#8217;acqua&#8221;<br />
&#8220;Vorrei l&#8217;acqua per&#8230; per&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Guardiamo un telegiornale?&#8221;<br />
&#8220;No, i cartoni! Papà acqua!&#8221;<br />
&#8220;Vorrei l&#8217;acqua per&#8230; per&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Abe be be be!&#8221;<br />
&#8220;Per bere!&#8221;<br />
&#8220;No dai stasera guardiamo il telegiornale&#8221;<br />
&#8220;No no no no!&#8221;<br />
&#8220;Da dadadadada daaa!&#8221;<br />
&#8220;Adesso basta, non fare i capricci!&#8221;<br />
&#8220;Papà, non è il caso di arrabbiarsi!&#8221;</p>
<p>[..]La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni. In italiano, il termine comunicazione ha il significato semantico di &#8220;far conoscere&#8221;, &#8220;rendere noto&#8221;. La comunicazione è un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa.[..]</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=134&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Solitudine libera</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2010/03/12/solitudine-libera/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 21:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi vedo ogni giorno, sempre uguali, le stesse facce. Ormai non vi distinguo più e allo stesso tempo siete sempre gli stessi. Giacca e cravatta nella berlina, la pelliccia nel SUV, il giubbotto di pelle nell&#8217;utilitaria. Vedo i vostri vestiti, compresa l&#8217;auto, quel vestito-corazza che vi sobbarcate ogni giorno di ogni stagione. Avete sempre le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=123&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_160" class="wp-caption alignleft" style="width: 119px"><a href="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/orsobicirob-dunlavey.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-160" title="orsobiciRob Dunlavey" src="http://pillos.files.wordpress.com/2010/03/orsobicirob-dunlavey.jpg?w=109&#038;h=150" alt="" width="109" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">by Rob Dunlavey</p></div>
<p>Vi vedo ogni giorno, sempre uguali, le stesse facce. Ormai non vi distinguo più e allo stesso tempo siete sempre gli stessi. Giacca e cravatta nella berlina, la pelliccia nel SUV, il giubbotto di pelle nell&#8217;utilitaria.<span id="more-123"></span></p>
<p>Vedo i vostri vestiti, compresa l&#8217;auto, quel vestito-corazza che vi sobbarcate ogni giorno di ogni stagione. Avete sempre le stesse espressioni: noia e stupore. Noia perchè siete in coda e quando non lo siete per me siete solo macchie indistinte che viaggiano veloci.</p>
<p>Ogni giorno faccio la stessa pista ciclabile che costeggia quella strada, e voi lì, fermi aspettando il prossimo semaforo verde, il vostro singhiozzante incedere. E tutti voi mi guardate passare: noia e stupore. Con il freddo dell&#8217;inverno vi stupite al calduccio, e con il caldo dell&#8217;estate vi stupite li nel fresco dell&#8217;aria condizionata. Se piove vi stupite attraverso i vetri rigati dall&#8217;acqua, e quasi non ci credete mentre nevica e i fiocchi piombano sulla strada. Il vento mi colpisce o mi spinge e voi vi stupite.</p>
<p>Ogni giorno vi stupite e io con voi. Perchè ogni giorno affrontate le stesse strade, lo stesso traffico, con la stessa noia. Vi arrabbiate sempre negli stessi punti del percorso, e guardate sempre con lo stesso odio i semafori rossi e i bus alle fermate che ostacolano la via. Mi piacerebbe fermarmi e rassicurarvi. Sto bene, non sono malato o povero. E questa è una bici.</p>
<p>Cerco delle ragioni per tutte queste tonnellate di lamiera calda che tremano in qualsiasi periodo dell&#8217;anno. Abitate lontano, portate materiali pesanti, dovete andar veloci. Sono tutte valide ragioni per spostarsi con un mezzo che pesa 20 volte più di voi, e ha una velocità media pari ad un carro trainato da buoi. &#8220;Quanto ci mette lei ad arrivare al lavoro?&#8221;, &#8220;quindici minuti circa&#8221;, &#8220;è distante casa sua dal lavoro?&#8221;, &#8221; quindici minuti se c&#8217;è traffico&#8221;.</p>
<p>Le distanze e il tempo sono relativi. Relativi al mezzo, e l&#8217;alternativa all&#8217;auto è un autobus, lento, affollato, maleodorante. Cinque chilometri sono una distanza che si compie in 15 minuti. Vuol dire che puoi fare ben 20 chilometri in un ora.</p>
<p>Cerco ancora una ragione. Guardo nelle vostre auto, vi conto. Uno, uno, uno, due, uno, uno. Tre! Sono tentato di fermarmi e stringervi la mano! Il famoso tentativo di car pool! In tre fate 200 chili su un auto che ne pesa 1500.</p>
<p>Sbircio ancora nelle vostre auto, scusate la curiosità. Siete impiegati, operai, dirigenti, studenti, uomini e donne, giovani e anziani. Qualche auto ha il seggiolino per bimbo fissato nei sedili posteriori. Da dove venite? Fuori città? Le statistiche dicono che il cinquanta per cento sono spostamenti in città di meno di cinque chilometri. I soliti 15 minuti di auto se non avete confidenza con le distanze.</p>
<p>Continuo a cercare giustificazioni e giudico. Utilitaria con donna mezza età seggiolino. Buono. Giovane su utilitaria sportiva con radio accesa a volume alto. Cattivo. Due anziani su auto vecchia. Non so. Provo a fare due liste con buoni e cattivi, non ci riesco, e di nuovo diventate una massa indistinta di carrozzerie variopinte che si perde dietro la curva. Perchè non posso giudicare, non vi conosco, non so che fate o dove andate. Posso solo vedere ogni giorno il vostro stupore e la vostra solitudine chiusi la dentro. E la mia di solitudine è una pista ciclabile, solitamente vuota e libera. Cinque chilometri, ogni giorno. Poco più che quindici minuti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/123/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=123&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">orsobiciRob Dunlavey</media:title>
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		<title>Dr Jeckill e Mr Hyde</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2010/02/19/118/</link>
		<comments>http://pillos.wordpress.com/2010/02/19/118/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immaginare]]></category>

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		<description><![CDATA[[...] Durante i suoi studi sulla psiche umana e le riflessioni morali sulla propria condotta, il dottor Henry Jekill giunge ad una conclusione: « Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m&#8217;ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l&#8217;uomo non è veracemente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=118&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Durante i suoi studi sulla psiche umana e le riflessioni morali sulla propria condotta, il dottor Henry Jekill giunge ad una conclusione:<br />
« Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m&#8217;ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l&#8217;uomo non è veracemente uno, ma veracemente due. » [...] (The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886)</p>
<p><span id="more-118"></span><br />
Dr Jeckyll e Gentile Signora sono un uomo e una donna adulti, sposati.<br />
Il fatto che siano sposati non ha molto importanza quanta ne ha il fatto che sono anche genitori.<br />
E&#8217; importante specificare i ruoli dei personaggi. Li identifica nella vicenda.<br />
Hanno un figlio di quasi tre anni di nome Pandemonio, e una bimba di nome Mangia&amp;Dorme nata una manciata di mesi fa.</p>
<p>Le vite di Dr Jekyll e Gentile Signora scorrono parallelamente fianco a fianco con relativa costanza in un intercalare di attività di sonno-cibo-lavoro. Qualche volta ci scappa una spesa al supermarket insieme.</p>
<p>Dr Jeckill lavora, mangia, gioca coi bimbi, da la buonanotte a Gentile Signora e poi va a dormire.<br />
Gentile Signora gioca coi bimbi, mangia, lavora, da la buonanotte a Dr Jeckill e poi va a dormire.</p>
<p>Un bel giorno Gentile Signora propose a Dr Jeckill di andare all&#8217;IKEA. Senza bimbi.<br />
E Dr Jeckill si ricordò allora che cos&#8217;erano prima. Di cosa fosse cambiato.<br />
Si ricordò di quando erano una coppia come in quel momento, in mezzo alle cucine, i salotti, da soli, in mezzo alla confusione di un sabato pomeriggio.<br />
Dr Jeckill sbirciava Gentile Signora tra una tazza Dinera e un tavolo Jerker. Ed era ancora innamorato.<br />
La rivedeva come non l&#8217;aveva più vista da molto tempo. Come la prima volta che la vide, in un locale dove si ballava.<br />
Gentile Signora volteggiava sicura tra tende e armadietti, commessi giallo-blu e clienti variopinti.<br />
Ballarono insieme senza musica incrociando i loro passi tra scaffali, evitando ostacoli e parole inutili, indicandosi con lo sguardo cose belle e cose brutte.</p>
<p>A chi vede tutto ciò come normale routine, noia o fastidio. A chi ha tempo per romantiche passeggiate, gite al mare, e infrattamenti, le mani nelle mani, e le bocche che si toccano nei più svariati luoghi. A chi ha la passione a portata di mano e tante tantissime opportunità di toccarsi parlarsi amarsi, tutto ciò sembrerà strano.<br />
A Dr Jeckill quella scappatella all&#8217;IKEA con Gentile Signora era finalmente un ritorno. Non pretendeva altro.<br />
E non pensava ad altro. Adesso Dr Jeckill era Mr Hyde.<br />
Mr Hyde è sognatore, Mr Hyde non pensa ad altro se non alla sua preda, Mr Hyde è sessuato e sensibile.<br />
E Mr Hyde &#8220;guardava&#8221; di nuovo Gentile Signora. Certo non poteva saltarle addosso, ma la possibilità di starle assieme vicino, vederla e sapere che era sua, lo esaltava, lo confortava.</p>
<p>Mrs e Mr Hyde quel pomeriggio, cercarono le cose necessarie, sbirciarono le cose desiderabili, tutto il tempo di visitare tutti i reparti.<br />
Riuscirono ad arrivare al reparto piante e giardinaggio.<br />
Per una coppia di amanti è un prologo di una storia più lunga, di un racconto fatto di tanti capitoli. La cenetta, la passeggiata in centro, i baci per strada, le parole, e tutti i capitoli che viaggiano via tranquilli per arrivare ad un finale che può essere il bacio sotto casa, lungo, oppure nel buio di una stradina in auto oppure ancora tra le lenzuola di un letto.<br />
Il racconto di Mr Hyde aveva un solo capitolo, un prologo che era anche l&#8217;epilogo.<br />
Il racconto di Mr Hyde finisce all&#8217;approssimarsi delle casse, subito dopo le piante da appartamento e prima delle simpatiche borse in carta riciclata. L&#8217;epilogo è una telefonata e Mrs Hyde che si trasforma in Gentile Signora, che si volta verso Mr Hyde &#8220;La bimba piange&#8221;, che si volta veloce verso le casse con il carrello per pagare veloce. L&#8217;epilogo è Mr Hyde che ripete meccanicamente non più udito da Gentile Signora &#8220;La bimba piange&#8221;. Quale bimba? E lentamente Mr Hyde è Dr Jeckill.<br />
La pozione ha finito il suo effetto.<br />
Quella pozione fatta di &#8220;bimbi dai nonni&#8221;, &#8220;spese all&#8217;IKEA&#8221;, &#8220;sabato pomeriggio&#8221;, &#8220;insieme&#8221;. Certo sono ancora insieme, eccoli lì Dr Jeckyll e Gentile Signora.<br />
&#8220;I miei cuccioli&#8221; pensa meravigliato d&#8217;amore Dr Jeckill, mentre ancora Mr Hyde sbircia Mrs Hyde scomparire tra la folla di donne.<br />
A presto Mrs Hyde.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/118/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=118&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Padre, Madre</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 15:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citare]]></category>

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		<description><![CDATA[[...] Mia madre mi disse &#8211; Non devi giocare con gli zingari nel bosco [...] [...] C&#8217;è lì un posto lo ha lasciato tuo padre, non dovrai che restare sul ponte e guardare le altre navi passare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=110&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/bridge.jpg"><img src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/bridge.jpg?w=300&#038;h=189" alt="" title="bridge" width="300" height="189" class="aligncenter size-medium wp-image-132" /></a></p>
<p>[...] Mia madre mi disse &#8211; Non devi giocare  con gli zingari nel bosco [...]</p>
<p>[...] C&#8217;è lì un posto lo ha lasciato tuo padre, non dovrai che restare sul ponte e guardare le altre navi passare [...]</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/110/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=110&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Song of Childhood</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2009/04/14/song-of-childhood/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 20:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citare]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Song of Childhood&#8221;  di Peter Handke Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza, il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva di essere un bambino, per lui tutto aveva un&#8217;anima e tutte le anime erano un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=90&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_93" class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-93" title="wenders_rem" src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/wenders_rem.jpg?w=240&#038;h=136" alt="wenders_rem" width="240" height="136" /><p class="wp-caption-text">photo by Hellis Pelizzari</p></div>
<p>&#8220;Song of Childhood&#8221;  di Peter Handke</p>
<p>Quando il bambino era bambino,<br />
se ne andava a braccia appese,<br />
voleva che il ruscello fosse un fiume,<br />
il fiume un torrente,<br />
e questa pozza, il mare.</p>
<p>Quando il bambino era bambino,<br />
non sapeva di essere un bambino,<br />
per lui tutto aveva un&#8217;anima<br />
e tutte le anime erano un tutt&#8217;uno.</p>
<p>Quando il bambino era bambino,<br />
su niente aveva un&#8217;opinione,<br />
non aveva abitudini,<br />
sedeva spesso a gambe incrociate,<br />
e di colpo sgusciava via,<br />
aveva un vortice tra i capelli<br />
e non faceva facce da fotografo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/90/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/90/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=90&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vedo e Prevedo</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2009/04/08/vedo-e-prevedo/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 15:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immaginare]]></category>

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		<description><![CDATA[Zot Puff Sbam Appaio in una nuvola di fumo azzurro, con tanto di lampi, botti e schianti. Oplà, eccomi qua. Sono il vostro maghetto preferito! Il Maghetto Buribù. Io prevedo, stravedo e intravedo. Scruto, osservo e replico. Ipotizzo, analizzo e concludo. E voi maghi sedicenti, veggenti dalla lingua lunga, divulgatori di credenze e bufale, fatevi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=53&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_67" class="wp-caption alignleft" style="width: 132px"><img class="size-medium wp-image-67" title="Maghetto" src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/2983370154_f67e45f2962.jpg?w=122&#038;h=210" alt="Maghetto" width="122" height="210" /><p class="wp-caption-text">photo by Freak Out! aka Emiliano Aranguren</p></div>
<p>Zot Puff Sbam</p>
<p>Appaio in una nuvola di fumo azzurro, con tanto di lampi, botti e schianti.</p>
<p>Oplà, eccomi qua. Sono il vostro maghetto preferito! Il Maghetto Buribù.<br />
Io prevedo, stravedo e intravedo. Scruto, osservo e replico. Ipotizzo, analizzo e concludo.<br />
E voi maghi sedicenti, veggenti dalla lingua lunga, divulgatori di credenze e bufale, fatevi da parte!<br />
<span id="more-53"></span> Le vostre asserzioni vacillano e zoppicano, il vostro chiacchericcio profana la logica e la grammatica.<br />
La mia ragazza morbida ha la pancia grossa e li dentro c&#8217;è qualcuno!<br />
&#8220;Pancia grossa è femmmina, pancia a punta è maschio&#8221;<br />
Fianchi a clessidra o a imbuto, faccia rotonda o a forma di piramide, guance incavate o a criceto.<br />
Hai voglia di cozze? E&#8217; maschio! Ti senti stanca? E&#8217; femmina!<br />
La pancia cresce? o è maschio o è femmina!<br />
Basta, via di qui, imbonitori dell&#8217;assurdo!<br />
Teorie strampalate, senza alcun fondamento, popolano le menti delle persone riguardo il sesso del nascituro.<br />
Per non parlare delle teorie sul concepimento!<br />
Li si sconfina nel ridicolo e non mi rimane che sbellicarmi dalle risa.<br />
Ve ne cito alcuni. Se lo fai alla &#8220;pecorina&#8221; ti nasce maschio, se lo fai con la luna nuova e le teste dei ragazzacci puntano a nord ti nasce femmina. Pecorina con luna nuova, teste a sud, e dita incrociate, concepisci un forno a incasso.<br />
Ma io che sono il Maghetto Buribù e ho l&#8217;occhio fino e la mente acuta, conosco la verità.<br />
Non guardo le viscere dei piccioni, ne i fianchi della ragazza morbida. Non guardo la luna ne la crescita dei capelli.<br />
La pancia è grossa e pesa. Portatevi voi in giro un sacco di fagioli ballerino sulla pancia per tutto il giorno, e voglio vedervi a fine giornata.<br />
Il Maghetto Buribù ha visto e sa con precisione assoluta.<br />
E&#8217; femmina e ho visto l&#8217;ecografia.</p>
<p>La pancia si ingrossa ogni giorno di più, io la chiamo Tatina, ogni tanto la saluto, le do un bacio e torno a giocare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=53&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Maghetto</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Va dove ti porta il cane</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2009/04/08/va-dove-ti-porta-il-cane/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 09:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[E tu pedone della ciclabile munito di cane deambulante, tu che rendi del guinzaglio teso il tuo pensiero al suo e seguendo di un giornale steso parole segui il suo olfattivo peregrinare. Tu che vaghi indolente sul ciglio, vai dove ti porta il cane. E io che del pedale ne ho fatto un mestiere quotidiano, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=51&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_62" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-medium wp-image-62" title="guinzaglio" src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/guinzaglio.jpg?w=180&#038;h=240" alt="guinzaglio" width="180" height="240" /><p class="wp-caption-text">photo by Allmightymo</p></div>
<p style="text-align:right;">E tu pedone della ciclabile<br />
munito di cane deambulante,<br />
tu che rendi del guinzaglio<br />
teso il tuo pensiero al suo<br />
e seguendo di un giornale steso<br />
parole segui il suo olfattivo<br />
peregrinare.<br />
Tu che vaghi indolente sul ciglio,<br />
vai dove ti porta il cane.<br />
E io che del pedale ne ho fatto<br />
un mestiere quotidiano,<br />
che levitando sul terreno calco<br />
poco suolo<br />
freno,<br />
suono,<br />
a volte dico,<br />
va dove ti porta il cane.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=51&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">guinzaglio</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il Rifugio</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2009/04/07/il-rifugio/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 12:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immaginare]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cielo è grande ma non ne vedo la profondità. E&#8217; un fondale blu e ci passano davanti gli aerei, le nuvole, gli uccelli, tutti indistintamente lontanissmi. Poi ogni tanto qualcuno spegne la luce e diventa tutto buio. Un po&#8217; come quando si spegne la luce con l&#8217;interruttore nella stanza. Stanza, pareti, soffitto. Anche il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=50&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-70" title="rifugio" src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/04/rifugio.jpg?w=210&#038;h=158" alt="rifugio" width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">photo by The Shopping Sherpa</p></div>
<p>Il cielo è grande ma non ne vedo la profondità. E&#8217; un fondale blu e ci passano davanti gli aerei, le nuvole, gli uccelli, tutti indistintamente lontanissmi. Poi ogni tanto qualcuno spegne la luce e diventa tutto buio. Un po&#8217; come quando si spegne la luce con l&#8217;interruttore nella stanza.<br />
Stanza, pareti, soffitto. Anche il soffitto è distante, lontano come il cielo.</p>
<p><span id="more-50"></span></p>
<p>Da poco ho scoperto che c&#8217;è un &#8220;fuoi&#8221; e un &#8220;qua&#8221;.<br />
&#8220;Fuoi&#8221; c&#8217;è l&#8217;aria, bisogna coprirsi, avere le scarpe ai piedi e di solito il &#8220;fuoi&#8221; vuol dire andare dai nonni, dagli zii, dagli amici, all&#8217;asilo. &#8220;Fuoi&#8221; ti permette di andare in molti posti. &#8220;Qua&#8221; invece è un dedalo di spazi, chiusi da un cielo bianco. Si chiama casa, ma non è che sia molto importante come sia fatta o chi ne sia il proprietario. Casa è dove ci sono qualche gioco, del cibo e tranquillità per riposare.<br />
Prima, secoli fa, quando ancora non capivo sta storia di dentro e fuori, scoprii che mi piaceva nascondermi. Successe un po&#8217; prima delle feste, d&#8217;inverno. A un certo punto cercando una cosa con cui giocavo, mi sono ritrovato tra il fasciatoio e l&#8217;armadio, in una specie di vicolo cieco o antro nascosto. Che sensazione piacevole. Finalmente dopo tantissimo tempo mi ritrovavo in un spazio chiuso, piccolo ma non soffocante, contenuto e a mia misura. E non era un rinchiudermi. Era la piena facoltà di nascondere tutto il mio corpicino dentro uno spazio (attenzione, ben diverso dal coprirmi il viso con le mani!), e per un certo periodo di tempo (controllabile!) esistere solo per se stessi. Coscienza di sè e gioia di nascondersi.<br />
Quella prima volta, dopo la sorpresa, spuntai fuori con la testa, sorrisi e feci &#8220;babau&#8221; alla ragazza morbida. Divertentissimo.<br />
Da quel momento ho scoperto un sacco di rifugi in casa. Lo stendibiancheria con le lenzuola appese, il tavolino basso della tv, il tavolo della cucina, una rientranza tra la cassettiera e il letto.<br />
Il giorno di Natale poi è apparso in camera mia il più bello dei rifugi. Una tenda di stoffa a forma di castello della mia altezza tutta colorata di blu!<br />
Ci abbiamo messo dentro cuscini e coperte ed è diventato il più bello dei rifugi.<br />
Spesso ci invito la ragazza morbida o il ragazzo ispido per miniparty o festicciole, ma solo uno per volta perchè sennò il locale diventa troppo pieno e non ci si gira più. Le feste al castello di solito sono a tema. Aperitivi con lettura di brani tratti da &#8220;I tre porcellini&#8221; oppure &#8220;Coccole d&#8217;oro&#8221;, mini-rappresentazioni teatrali con protagonisti orsettini e cagnetti di peluche, cabaret con mimiche facciali divertenti, lotta libera.</p>
<p>Consiglio a tutti un rifugio, grandi e piccini. Ogni tanto, così per gioco, per nascondersi un attimo e pensare, per prendere fiato. Per ricordare il proprio nome.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pillos.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pillos.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=50&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Consider hyperspace</title>
		<link>http://pillos.wordpress.com/2009/03/31/hyperspace/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 16:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pillos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[Immaginare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ian M. Banks è una autore di fantascienza che ha, secondo me, la capacità di descrivere concetti e oggetti che arrivano dalla sua fantasia, usando paragoni reali così da renderli immediatamente fruibili al lettore. E un riferimento reale, tangibile e immediato,  è qualcosa che stimola e aiuta. E allora saltano fuori dai suoi romanzi alieni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pillos.wordpress.com&amp;blog=6698788&amp;post=40&amp;subd=pillos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88" class="wp-caption aligncenter" style="width: 442px"><img class="size-full wp-image-88" title="hyperspace21" src="http://pillos.files.wordpress.com/2009/03/hyperspace21.jpg?w=432&#038;h=227" alt="hyperspace21" width="432" height="227" /><p class="wp-caption-text">edit by Pillo</p></div>
<p style="text-align:left;">Ian M. Banks è una autore di fantascienza che ha, secondo me, la capacità di descrivere concetti e oggetti che arrivano dalla sua fantasia, usando paragoni reali così da renderli immediatamente fruibili al lettore. E un riferimento reale, tangibile e immediato,  è qualcosa che stimola e aiuta. E allora saltano fuori dai suoi romanzi alieni dalle forme feline, macchine pensanti a forma di vassoi o menti artificiali a forma di vasi opalescenti.</p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;iperspazio è uno di quei concetti che non sono molto facili da descrivere. Gli autori di romanzi e i registi si sbizzarriscono sempre con molti espedienti, ma il ricordo che ne abbiamo è sempre molto vago.</p>
<p style="text-align:left;">Riporto qui un brano (in originale e tradotto da Gianluigi Zuddas) tratto da La Mente di Schar (tit. originale Consider Phlebas) che descrive l&#8217;iperspazio.</p>
<p style="text-align:left;"><span id="more-40"></span></p>
<p style="text-align:left;"><em>Imagine a vast and glittering ocean seen from a great height. It stretches to the clear curved limit of every angle of horizon, the sun burning on a billion tiny wavelets. Now imagine a smooth blanket of cloud above the ocean, a shell of black velvet suspended high above the water and also extending to the horizon, but keep the sparkle of the sea despite the lack of sun. Add to the cloud many sharp and tiny lights, scattered on the base of the inky overcast like glinting eyes: singly, in pairs, or in larger groups, each positioned far, far away from any other set.<br />
That is the view a ship has in hyperspace as it flies like a microscopic insect, free between the energy grid and real space.<br />
The small, sharp lights on the undersurface of the cloud cover are stars; the waves on the sea are the irregularities of the Grid on which a ship travelling in hyperspace finds traction with its engine fields, while that sparkle is its source of energy. The Grid and the plain of real space are curved, rather like the ocean and the cloud would be round a planet, but less so. Black holes show as thin and twisting waterspouts from clouds to sea; supernovae as long lightning flashes in the overcast. Rocks, moons, planets, Orbitals, even Rings and Spheres, hardly show at all . . .</em></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Immaginate un&#8217;immenso e scintillante oceano visto da grande altezza. Esso si estende da una curva all&#8217;altra dell&#8217;orizzonte chiaro, senza confini, con miriadi di minuscole onde che scintillano al sole. Ora immaginate una liscia coltre di nuvole su questo oceano, e più in alto ancora un mantello di tenebra sospeso sull&#8217;intero panorama, ma tenete lo scintillio del mare, nonostante la mancanza del sole. Aggiungete alle nuvole innumerevoli punti di luce a coppie o a gruppi, sparse al di sotto di esse, palpitanti e ammiccanti come occhi: ciascuna coppia o gruppo molto distante dagli altri.</p>
<p style="text-align:left;">Questo è ciò che si vede dell&#8217;iperspazio a bordo di un&#8217;astronave, minuscolo insetto in libero volo fra l&#8217;energia priva di dimensioni e lo spazio reale.</p>
<p style="text-align:left;">Le piccole luci vivide sotto il mantello di nuvole sono stelle; le onde del mare sono le irregolarità della griglia dimensionale su cui una nave in viaggio nell&#8217;iperspazio fa presa coi suoi campi di trazione, alimentando i propulsori con l&#8217;energia di quelle scintille. Sia la griglia che lo spaziotempo sono curvi, proprio come lo sono le nuvole e l&#8217;oceano intorno alla superficie di un pianeta, anche se molto meno. I buchi neri si mostrano come sottili e vorticanti trombe d&#8217;aria fra la coltre nuvolosa e il mare; le supernove sono lampi che talora irrompono nella foschia. Asteroidi, lune, pianeti, Orbitali e perfino Anelli e Sfere difficilmente risultano visibili&#8230;</p>
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