{Pillo ricorda}

Padre, Madre

Pubblicato in Citare da pillos il aprile 22, 2009

[...] Mia madre mi disse – Non devi giocare con gli zingari nel bosco [...]

[...] C’è lì un posto lo ha lasciato tuo padre, non dovrai che restare sul ponte e guardare le altre navi passare [...]

Song of Childhood

Pubblicato in Citare da pillos il aprile 14, 2009
wenders_rem

photo by Hellis Pelizzari

“Song of Childhood”  di Peter Handke

Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente,
e questa pozza, il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione,
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

Vedo e Prevedo

Pubblicato in Immaginare da pillos il aprile 8, 2009
Maghetto

photo by Freak Out! aka Emiliano Aranguren

Zot Puff Sbam

Appaio in una nuvola di fumo azzurro, con tanto di lampi, botti e schianti.

Oplà, eccomi qua. Sono il vostro maghetto preferito! Il Maghetto Buribù.
Io prevedo, stravedo e intravedo. Scruto, osservo e replico. Ipotizzo, analizzo e concludo.
E voi maghi sedicenti, veggenti dalla lingua lunga, divulgatori di credenze e bufale, fatevi da parte!
(continua…)

Va dove ti porta il cane

Pubblicato in Viaggiare da pillos il aprile 8, 2009
guinzaglio

photo by Allmightymo

E tu pedone della ciclabile
munito di cane deambulante,
tu che rendi del guinzaglio
teso il tuo pensiero al suo
e seguendo di un giornale steso
parole segui il suo olfattivo
peregrinare.
Tu che vaghi indolente sul ciglio,
vai dove ti porta il cane.
E io che del pedale ne ho fatto
un mestiere quotidiano,
che levitando sul terreno calco
poco suolo
freno,
suono,
a volte dico,
va dove ti porta il cane.

Il Rifugio

Pubblicato in Immaginare, Iniziare da pillos il aprile 7, 2009
rifugio

photo by The Shopping Sherpa

Il cielo è grande ma non ne vedo la profondità. E’ un fondale blu e ci passano davanti gli aerei, le nuvole, gli uccelli, tutti indistintamente lontanissmi. Poi ogni tanto qualcuno spegne la luce e diventa tutto buio. Un po’ come quando si spegne la luce con l’interruttore nella stanza.
Stanza, pareti, soffitto. Anche il soffitto è distante, lontano come il cielo.

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Consider hyperspace

Pubblicato in Comunicare, Immaginare da pillos il marzo 31, 2009
hyperspace21

edit by Pillo

Ian M. Banks è una autore di fantascienza che ha, secondo me, la capacità di descrivere concetti e oggetti che arrivano dalla sua fantasia, usando paragoni reali così da renderli immediatamente fruibili al lettore. E un riferimento reale, tangibile e immediato,  è qualcosa che stimola e aiuta. E allora saltano fuori dai suoi romanzi alieni dalle forme feline, macchine pensanti a forma di vassoi o menti artificiali a forma di vasi opalescenti.

L’iperspazio è uno di quei concetti che non sono molto facili da descrivere. Gli autori di romanzi e i registi si sbizzarriscono sempre con molti espedienti, ma il ricordo che ne abbiamo è sempre molto vago.

Riporto qui un brano (in originale e tradotto da Gianluigi Zuddas) tratto da La Mente di Schar (tit. originale Consider Phlebas) che descrive l’iperspazio.

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Pensa ai leoni

Pubblicato in Immaginare da pillos il marzo 13, 2009

Pensa ai leoni dopo che hanno mangiato. Pensa ai leoni nella savana sdraiati per terra tutti insieme con i loro cuccioli. Pensa al loro sguardo rilassato, sembrano compiaciuti di starsene li così al sole a godersi la vita.

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The Circus

Pubblicato in Immaginare da pillos il febbraio 26, 2009

“Venghino signori, il circo è arrivato! Con le sue bestie feroci, gli acrobati e i pagliacci! Il biglietto costa poco e il divertimento è assicurato!”

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Crosswords

Pubblicato in Comunicare da pillos il febbraio 26, 2009

Basta con le lagne e i piagnistei! Basta con il ditino puntato sulla cosa che voglio e l’irritante gioco degli indovinelli, basta con il vano tentativo di comunicare telepaticamente, tanto non ci si riesce.
Bisogna fare come fanno gli adulti. Imitare il loro modo di comunicare.
Usare la voce, modulare con la bocca, schioccare con labbra e lingua.
Ovvero gnaulare cose ancora poco comprensibili.

(continua…)

Milk-plus

Pubblicato in Mangiare da pillos il febbraio 26, 2009

“Dovresti tenerlo così… ecco…”
“Ma perchè non si attacca al seno? Mia cugina mi ha detto che…”
“Quel biberon, tienilo più inclinato…”

Basta! Mi avete scatafasciato le scatole!
Nonne, cugini, amici, vicine, la cassiera del supermercato… tutti hanno da dire qualcosa, li ho sentiti petulare i più svariati consigli su come mettere, fare, tenere, succhiare, scaldare, mischiare, bere il latte.
Ma io lo voglio semplicemente a modo mio!

(continua…)